mercoledì 1 luglio 2015

Farabutto fu lo zelo della Soprintendenza, via da Palazzo Reale le foto delle vittime di camorra

La Soprintendenza ha ordinato la rimozione delle foto delle vittime innocenti delle stragi e della camorra dalla facciata della Reggia alla scadenza dei termini dell’iniziativa, senza dare alcun preavviso né comunicazione.

                           Zelo farabutto o secondi fini?








"NONINVANO" è il titolo del progetto di sensibilizzazione sul tema delle vittime innocenti della criminalità promosso dalla Fondazione Polis della Regione Campania, da Libera e dal Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità.
106 foto di vittime per fare memoria dei 335 innocenti uccisi dalla violenza criminale in Campania, ma soprattutto per affermare attraverso i loro volti che queste stesse vittime non sono morte invano. Le immagini sono affisse nella città di Napoli all'esterno delle facciate del Palazzo della Regione Campania, in via Santa Lucia, via Raffaele De Cesare, via Generale Orsini e via Marino Turchi e all'esterno della facciata di Palazzo Reale in piazza del Plebiscito. 
«Riteniamo sinceramente incomprensibile l’operato della Sovrintendenza in merito alla rimozione delle foto delle nostre vittime da Palazzo Reale». Così il presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità Alfredo Avella commenta la disinstallazione della mostra #NONINVANO, promossa dalla Fondazione Polis insieme allo stesso Coordinamento e all’associazione Libera.
106 foto «Le 106 foto affisse sulla facciata di Palazzo Reale hanno rappresentato non solo un forte richiamo al senso della memoria degli innocenti uccisi dalla violenza criminale, ma soprattutto un monito per istituzioni e cittadini, spesso distratti, sull’importanza della legalità quale fattore prioritario di crescita del territorio», continua Avella.
Volti accartocciati a terra»
«Vedere i volti dei nostri cari accartocciati a terra come se si trattasse di banalissimi e insignificanti manifesti pubblicitari ci ha fatto male, molto male. In questo modo è stato calpestato non solo il loro ricordo e il senso profondo del loro sacrificio, ma anche l’impegno di noi familiari, che nonostante tutto continuiamo a credere nel riscatto del nostro territorio».
Singolare «intransigenza della Soprintendenza»
«Inopportuna e ingiusta ci appare l’intransigenza della Sovrintendenza, nonostante la tempestiva comunicazione. Ne censuriamo fortemente il gesto, al di la delle ragioni che hanno portato a tale scelta. L’atteggiamento offensivo e la scarsa sensibilità dimostrata non possono non lasciarci perplessi e basiti di fronte al forte degrado e all’abbandono in cui versa il patrimonio artistico napoletano», rammaricato aggiunge il presidente del coordinamento. «Adesso non è ‘vuota’ solo la facciata di Palazzo Reale, è certamente più ‘vuota’ tutta la città di Napoli, in modo particolare quella che lotta per la legalità e la giustizia», conclude Avella.

 «In realtà – spiega Paolo Siani, presidente di Polis – la Soprintendenza ci aveva detto che i pannelli sarebbero rimasti per circa due mesi. Ma non c'è mai stato nessun accordo scritto. Quello che ci addolora è che con quelle foto avevamo inaugurato un nuovo modo di fare impegno civile per risvegliare le coscienze e dire ai cittadini "questi sono volti di vittime da non dimenticare".
Ora dove le metteremo? Per adesso sono nei locali della nostra sede, ma non possiamo certo riporle in un cassetto». Tra i 106 volti delle vittime ve ne sono tanti che la maggior parte della gente comune ignora: Simonetta Lamberti, uccisa a Cava dei Tirreni nel 1982 a soli 10 anni da un commando killer che voleva ammazzare il padre, il giudice Alfonso Lamberti e che proprio ieri ha visto confermata la pena di 30 anni per uno dei sicari; Federica Taglialatela, 12 anni, di Ischia, una delle vittime della strage del Rapido 904; Daniele Del Core, 18 anni, ucciso nel 2006 per aver difeso un amico; Gianluca Cimminiello, tatuatore di 31 anni di Casavatore ammazzato per vendetta nel 2010; Gelsomina Verde, barbaramente trucidata nel 2004 durante la faida di Scampia; Matilde Sorrentino, 49 anni, assassinata sull'uscio di casa nel 2004 per aver difeso i bambini di una scuola (tra cui suo figlio) da una banda di pedofili a Torre Annunziata e tanti altri nomi che ancora attendono giustizia e verità.
Il progetto «Noninvano» ha, infatti, lo scopo di sensibilizzare sul tema promosso da Polis, Libera e Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e fare memoria di quei martiri le cui vite sono state interrotte dalla violenza criminale. Una campagna che esprime il senso della memoria e dell'impegno sociale che caratterizza i familiari delle vittime, quotidianamente attivi nel diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, per testimoniare che i loro cari sono stati uccisi «noninvano». «Quei volti sono simbolo di vita, non di morte – dice Pasquale Scherillo, referente di Libera Sport e presidente dell'Associazione intitolata al fratello Dario, ucciso per errore nel 2004 a 26 anni a Casavatore – . Tutti sorridenti in queste foto, sono una cicatrice sanguinante della nostra città e Napoli non si deve vergognare di loro, ma si deve dare forza perchè da quei volti nascono realtà e lotte sane contro la camorra. È proprio la condivisione con gente estranea ai fatti, che non sa, che non conosce, che serve a far aprire gli occhi e a cercare di comprendere un mondo apparentemente lontano». Intanto l'appello di Siani è diretto: «Siamo in contatto con la Reggia di Caserta che dovrebbe esporre le foto su ponteggi liberi. Ma invito le istituzioni locali, in primis il Comune di Napoli, a farsi avanti per dare una casa a questa mostra». Un'idea? «Castel dell'Ovo o i porticati del Plebiscito. La gente ha risposto bene all'iniziativa, abbiamo anche raccolto in una serie di interviste». Un dubbio tuttavia si affaccia sullo sfratto del progetto «Noninvano»: che abbia dovuto far posto al concerto de Il Volo previsto per sabato 4 luglio?

In corrieredelmezzogiorno.it http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/15_luglio_01/vittime-innocenti-clan-familiari-dolorosa-offensiva-rimozione-nostri-cari-palazzo-reale-foto-d8c01e16-200d-11e5-9999-d324b7d1d245.shtml

 In Corriere del Mezzogiorno del 1 luglio 2015 pag 4 
In IlMattino.it
http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/napoli-mostra-plebiscito-clan/notizie/1440706.shtml







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