martedì 9 febbraio 2016

Ma siamo sicuri che non ci sia anche qualche problema nel movimento ambientalista italiano?

Il sindaco Pescatore. Il film sulla storia di Angelo Vassallo. Con tutti i limiti che può avere un film che affronta una storia così importante, vederlo è stato molto emozionante ed esemplificativo.
Il bravo Castellitto ha fatto conoscere a milioni di persone una storia che fino ad ora, sia chiaro, aveva avuto un risalto mediatico di “nicchia”. Finalmente useremo la figura di Angelo Vassallo come termine di paragone per una buona politica, per una buona amministrazione locale. Chi non vorrebbe un sindaco come lui, che partendo dalla “semplicità” possa cambiare le nostre città, scardinando equilibri ed abitudini radicate? Non venite a dirlo a me, figlio di una città, Gragnano, che da più di 15anni non riesce ad avere un’amministrazione che completi il mandato (e magari fosse solo questo il problema).

Ma il film di ieri sera mi ha dato spunto per un’altra riflessione: quella sull’ambientalismo nostrano.
E’ vero, la maggior parte dei nostri problemi deriva troppo spesso dalla mala-politica e dalla mala-amministrazione. Ma siamo sicuri che non ci sia anche qualche problema nel movimento ambientalista italiano? 

Ad un ambientalismo campale, di azioni drastiche, magari con scioperi della fame e manifestazioni, stiamo preferendo un ambientalismo da web. Per fare un esempio, in questi mesi abbiamo assistito allo scioglimento del Corpo Forestale senza avere la forza di organizzare una manifestazione di massa che bloccasse il paese. Eppure tutti noi “ambientalisti” conosciamo il ruolo fondamentale ed imprescindibile che negli ultimi anni la Forestale ha avuto nel contrasto all’inquinamento, al bracconaggio e alle ecomafie. Negli ultimi mesi abbiamo imbastito una difesa contro le trivelle nei nostri mari, e abbiamo vinto qualche scaramuccia ma la battaglia finale ancora si deve giocare. 

Ci sono alcune cose poi che non mi quadrano: vedo associazioni di “guardie ambientali” che spuntano come funghi, con auto, jeep e attrezzatura varia, ma che poi non usano mai se non per presentarsi ai convegni (E non intervengono nemmeno se una specie rara ferita gli si presenta sotto la sede). Dobbiamo evitare di andare verso un ambientalismo fine a se stesso che non ha la forza di muovere le masse e coinvolgere veramente le persone. I passi avanti sono stati tanti in questi ultimi anni, ed in generale c’è maggiore sensibilità; ma troppo spesso, alle dichiarazioni di intento non sono seguiti i fatti. Basta leggere qualsiasi carta internazionale, dalla dichiarazione di Stoccolma in poi, per vedere che sono praticamente inefficaci ed inapplicate. In giro sono ancora troppo poche le persone che si battono concretamente per le questioni ambientali, dedicando per esse tempo ed energie.

Ancora troppo poche le forze dell’ordine ed i magistrati preparati su tali tematiche. In Parlamento le istanze ecologiche sono parzialmente rappresentate:  paghiamo ancora il dazio del fallimento  totale delle liste “verdi” degli anni ’90. Così come paghiamo le incoerenze di chi, politicamente, si spaccia per “ecologista” e poi è il primo, per esempio, a gettare le cicche di sigaretta ovunque. Dal punto di vista giuridico, dopo vari tentativi di unificare la legislazione ambientale, stiamo di nuovo cadendo nella trappola  della diversificazione delle discipline. Se non cambiamo passo, noi “attivisti convinti” e cominciamo a coinvolgere quante più persone possibile, facendo da battistrada per un cambiamento epocale, non andremo da nessuna parte. Se vogliamo ottenere veri cambiamenti solo con le petizioni on line, con i convegni o con le iniziative di pulizia non andremo da nessuna parte. 

Dobbiamo  cominciare a rischiare e a giocarci il tutto per tutto, a costo di essere totalmente controcorrente. Dobbiamo alzare il livello di “scontro”. Ogni generazione ha le sue guerre, e sperando che in futuro non ce ne siano di altre ancora più gravose, quella della mia generazione è proprio questa a tutela dell’ecosistema. A costo di mettere in secondo piano la nostra vita privata, dovremmo tutti impegnarci per cambiare questa situazione perché altrimenti lasceremo ai nostri figli un pianeta peggiore di quello che abbiamo ereditato.  

domenica 31 gennaio 2016

Valle dei Mulini è emergenza inquinamento: scarichi fognari, discariche di amianto e carogne di animali

Gragnano, Legambiente: “Valle dei Mulini, è emergenza inquinamento”(Video) Valle dei Mulini è emergenza inquinamento: scarichi fognari, discariche di amianto e carogne di animali Gragnano 30 gennaio 2016 Individuata una vera e propria discarica, costituita da sversamenti di rifiuti di ogni tipo. Una stagione con scarse piogge ha fatto retrocedere la fitta vegetazione riportando alla luce una unica immensa discarica che va dall’ingresso della Valle al borgo medievale di Castello. Dalle 8.30 alle 13.00 un gruppo di volontari ha effettuato il recupero di una parte dei rifiuti: depositi di amianto, pneumatici, pezzi di asfalto, materiale di risulta edile, carrozzeria di auto, televisori, cassette di plastica. I rifiuti sono stati raccolti tra rovi e fitta vegetazione, accumulati e poi tirati su a mano con l’ausilio di corde. Raccolti circa quindici sacchi neri di materiale indifferenziato, otto pneumatici, un monitor a tubo catodico e quattro carogne di ovini avvolte all’interno di sacchi di plastica. Allertati la polizia municipale e l’Asl, accorsi sul posto per accertamenti. La nostra associazione, il circolo Legambiente Woodwardia, dal 2011, anno della sua costituzione, svolge attività di promozione e tutela della Valle dei Mulini. Supportati dal comitato di cittadini ed associazioni “Gli Amici della Valle dei Mulini” – di cui facciamo parte – abbiamo organizzato diverse attività di pulizia e sensibilizzazione della cittadinanza. Ricordiamo le ultime due edizioni della campagna “Puliamo il Mondo” 2014 e 2015 a cui hanno partecipato centinaia di volontari. La Valle dei Mulini rappresenta un patrimonio straordinario dal punto di vista storico-archeologico e naturalistico per l’intero comprensorio. Siamo convinti che attraverso l’impegno di tutti si possa giungere alla riqualificazione del luogo. Una prova del fatto che questa nostra convinzione non sia un’utopia è ad esempio il progetto di restauro di uno degli antichi mulini, affidato in comodato d’uso al centro di cultura “Alfonso Maria Di Nola”. Tale progetto è attualmente in corso d’opera e vede la partecipazione attiva di numerosi cittadini volontari. Negli ultimi tempi abbiamo dunque partecipato al nascere di una volontà collettiva intenzionata a recuperare l’area ed il suo valore. Ciò premesso, CONSIDERATA l’incredibile situazione degli sversamenti di rifiuti osservata oggi, CONSIDERATA la presenza di almeno sette scarichi fognari provenienti dalle frazioni alte e che attualmente sversano nel torrente Vernotico RITENIAMO che si è dinanzi ad una gravissima EMERGENZA ambientale, di livello e portata nazionale. Con rammarico constatiamo che il nostro impegno per il recupero della Valle risulterà vano in assenza di una BONIFICA completa e permanente dell’area. CHIEDIAMO pertanto l’intervento della Regione Campania e del Ministero dell’Ambiente al fine di risolvere tale problematica.
COMUNICATO DEL CIRCOLO LEGAMBIENTE WOODWARDIA

martedì 26 gennaio 2016

Inquinamento marino: è ancora allarme plastica negli oceani. Secondo nuove stime, infatti, tra 35 anni gli oceani potrebbero contenere addirittura più bottiglie di plastica che pesci. L’allarme è lanciato da uno studio intitolato “The New Plastics Economy: Rethinking the future of plastics”, realizzato dal World Economic Forum in collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation. Le proiezioni non lasciano scampo: entro il 2050 gli oceani accoglieranno più plastica che pesci. Il bello è che circa il 32% degli oggetti di plastica a livello globale sfugge ai sistemi di raccolta e viene abbandonato in natura. Un mare di spazzatura, insomma, che inonderà la Terra e non darà futuro alle catene alimentari degli oceani di tutto il mondo, che sono già da tempo a rischio crollo a causa delle emissioni di gas serra, della pesca intensiva e dell'inquinamento localizzato. Già ora, gli oceani contengono oltre 165 milioni di tonnellate di plastica, per cui, se entro il 2025 non verranno attuate strategie efficaci contro l’inquinamento marino, gli oceani conterranno 1,1 tonnellate di plastica ogni 3 tonnellate di pesce fino ad arrivare al sorpasso della plastica sui pesci. Lo studio ha analizzato il ciclo di vita della plastica scoprendo che ogni anno il 95% del packaging non viene recuperato dopo un primo breve utilizzo. È ovvio e scontato che questo “non” riciclo della plastica porta a perdite economiche, stimate tra gli 80 e i 120 miliardi di dollari all’anno. Ogni anno, almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani. Cosa fare allora? “Occorre rivoluzionare l’industria della plastica. Il primo passo è modificare l’iter della plastica nelle nostre economie”, sostiene Dominic Waughray del World Economic Forum. Basti pensare che ad oggi soltanto il 14% degli imballaggi in plastica viene recuperato e avviato al riciclo. Si tratta di una percentuale molto bassa rispetto al tasso di riciclo della carta (a quota 58%) e alla percentuale di recupero di ferro e acciaio, compresa tra il 70 e il 90% E noi come possiamo contribuire? Non dimenticate mai di eseguire un corretto smaltimento dei rifiuti che producete in casa e ovunque voi siate. Molti dei rifiuti presenti in mare vengono proprio dai tombini e dalle fognature delle città. Limitate il consumo di plastica, prediligendo l’utilizzo di materiali biodegradabili, borse riutilizzabili di stoffa o di carta. Utilizzate sempre gli oggetti riutilizzabili e riciclati, mai gli articoli usa e getta. Se possedete una barca, scegliete di sostenere porti rispettosi dell'ambiente e segnalate eventuali discariche abusive alle autorità competenti. Donate anche parte del vostro tempo alla pulizia di mari e delle spiagge e sensibilizzate i vostri figli e chi ci sta intorno. di Germana Carillo FONTE: http://www.greenme.it

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10450 presentata da VOZZA SALVATORE (PARTITO DEMOCRATICO DELLA SINISTRA) in data 19930203

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_10450_11

Al Ministro dell'interno. - Per conoscere - premesso che: la situazione di illegalita' e corruzione nel comune di Gragnano, e' arrivata ormai a livelli insostenibili; ultimamente con provvedimento della Procura per reati che vanno dalla truffa aggravata, all'abuso d'ufficio, al falso eccetera sono stati rinviati a giudizio ben 13 tra vecchi e nuovi amministratori (tra cui l'ex Senatore Patriarca e l'attuale Presidente della Provincia di Napoli Zagaroli), insieme ad alcuni imprenditori e tecnici, in relazione alla costruzione di una scuola media realizzata in localita' parco Imperiale (Gragnano); nella richiesta di rinvio a giudizio si afferma che componenti della giunta municipale di Gragnano in concorso con gli imprenditori Apreda, vincitori dell'appalto e soci dell'ex senatore Patriarca (gia' sindaco di Gragnano e attuale consigliere comunale) abusavano del loro ufficio in piu' atti e in esecuzione di un disegno criminoso al fine di arrecare indebito vantaggio patrimoniale agli Apreda e allo stesso Patriarca; su altri episodi come quello relativo all'appalto per la costruzione di 96 alloggi (L. 219) per un importo di circa 11 miliardi, vi sarebbe ancora un contenzioso aperto per 2 miliardi; l'appalto affidato al Consorzio (COPI) Passarelli-IMEC (l'uno congiunto del Patriarca e l'altro socio, cosi' come viene affermato nella richiesta di rinvio a giuduzio n. 14827/R/91), avrebbe visto lievitare enormemente i costi dell'intervento da 7 a 11 miliardi con il ricorso ad un lodo arbitrale a cui ha fatto riscontro l'assoluta inerzia difensiva del comune di Gragnano che ha evidenziato in questo modo la volonta' di voler soccombere; risulta inoltre che alcuni consiglieri sono incompatibili perche' in rapporti d'affari con il comune quali costruttori, progettisti, nonche' beneficiari di contributi previsti dalla legge n. 219, tutto cio' in netto contrasto con quanto previsto dall'articolo 5 della legge n. 32 del 1992; il comune di Gragnano, come risulta chiaro da questi e da altri episodi, e' stato male amministrato per anni con forte sperpero di denaro pubblico determinando gia' da tempo il dissesto finanziario; la citta' di Gragnano sta vivendo una crisi acutissima sul terreno economico-sociale ed e' soffocata dal rapporto stretto che si e' realizzato tra camorra e uomini politici locali -: se risultino in corso altre inchieste da parte della Magistratura; perche' da tempo amministratori e consiglieri, incompatibili in base all'articolo 5 della legge n. 32 del 1992, non siano stati dichiarati decaduti; se non ritenga, visto i fatti gia' noti per il positivo lavoro svolto dalla Magistratura, e per i legami che sono emersi in altre inchieste come quella relativa all'USL 35 tra esponenti politici di Gragnano e la camorra (e' il caso dell'ex senatore Patriarca e dell'ex vice sindaco F. Scignano, costretto alle dimissioni dal Consiglio comunale e attualmente ancora latitante), che sussistano i motivi per sciogliere il comune di Gragnano in base alla legge n. 221 del 22 luglio 1991. (4-10450)

martedì 7 luglio 2015

A Gragnano un incendio in pieno centro, probabile origine dolosa

La scorsa notte un incendio ha colpito un automezzo e due autovetture in pieno centro a Gragnano. Le prime indiscrezioni delle indagini parlano di matrice dolosa, notizia ancora da ufficializzare. Per il momento quindi meglio non dare nulla per scontato, salvo riflessioni personali scortate dall'uso del "modo" condizionale.
Se la combustione fosse davvero dolosa gli scenari potrebbero essere stati diversi ma, presubilmente, l'origine unica: la longa manus della malavita locale che da sempre controlla, o cerca di controllare, le luminarie e le altre attività connesse alle feste patronali. Un piccola fetta di diverse migliaia di euro che fa gola, non per altro per questioni di cd. "territorialità". Una storia che mi ha fatto ricordare altre vicende made in Gragnano. In primo luogo ho ricordato "il saluto di presta libertà" che proprio durante la festa del Carmine di qualche anno fa il noto neomelodico R.Miraggio dedicava a Nicola Carfora, capo paranza gragnanese, condannato all'ergastolo, in via definitiva, per l’omicidio dell’imprenditore Michele Cavaliere, colpevole di non essersi voluto piegare alla infame legge del racket. Poi ho ricordato le intercettazioni del clan Di Martino (padre e figlio) con oggetto brogli elettorali e controllo del territorio, tral'altro citando anche il nome di tale Serrapica Michele ( che pare sia stato anche sindaco di Gragnano), ma questi sono dettagli. Poi ho ricordato che Gragnano vanta il primato per aver dato i natali ad uno dei pochi politici di caratura nazionale ( ad oggi se non sbaglio l’unico in Campania) ad essere stato condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa (in Italia si sa, non è facile che un processo porti a tanto). Ho ricordato che il consiglio comunale precedente a quello attuale (sempre se non sbaglio) è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche. Ho ricordato la storia delle piantagioni di canapa, dei relativi maxi sequestri e delle montagne off-limits. Ho pensato alla sparatoria a via Roma, sempre in pieno centro città, di qualche settimana fa, con tanto di gambizzazione. Ho ricordato l’agguato al boss Gennaro Chierchia di qualche anno fa, sempre in pieno centro, in una pasticceria, stile film gangster americano o telefilm nostrani, però di quelli fatti bene che diventano anche “tormentone”, per la buona pace delle coscienze. Ho pensato alla relazione della commissione prefettizia d’accesso che parlava di: “collegamenti diretti tra componenti dell’amministrazione gragnanese, dipendenti comunali e la criminalità organizzata”. Ho ricordato l'ultima relazione della Dia che parla di clan ancora molto attivi nella zona stabiese-monti Lattari. Ho ricordato l’esplosione di un supermercato a Castellammare, qualche mese fa sempre in pieno centro e ripensandoci per bene, negli attuali, e social mediatici, commenti dei “gragnanesi doc” ho rivisto, identici, quelli degli “stabiesi doc”. Abbasso la camorra, viva la legalità. "La camorra esiste ancora, va combattuta". Lo sdegno è tanto peccato che durerà poco, peccato che è "fomentato" da pochi. Ancor più peccato è l'avere la memoria corta, soprattutto alle urne. Ci sarebbe tanto e tanto da ricordare, a cominciare dalle quotidiane incoerenze sociali, culturali ed elettorali del "gragnanese doc medio" di turno. Ma si sa, il paese è piccolo (30 mila abitanti, al 314° posto in Italia per numero di abitanti, mica son proprio così pochi) tutti si conoscono. Ma ora meglio smetterla di ricordare, per la buona pace di tutti, a partire dalla mia coscienza, colpevole, più o meno, come quella di tutti gli altri compaesani doc di un paese in cui nessuno è moralmente vergine, nemmeno i bambini.

lunedì 6 luglio 2015

A Favignana chi inquina accusa, chi denuncia è mascariato

A Favignana si celebrano gli indagati e finiscono sotto accusa coloro i quali si occupano di ambiente e lotta a Cosa nostra.

 
Estratto da "Trapani e quell'antimanfia che finisce sempre sotto attacco"
in www.antimafiaduemila.com
di Rino Giacalone

Non ce ne vorrà il sindaco delle Egadi Giuseppe Pagoto che ogni giorno ce la mette tutta perchè dell'arcipelago si parli sempre bene e sforna continui comunicati stampa in tal senso. Non ce ne vorrà perchè sulla bellezza e sul fascino delle tre isole che stanno dirimpetto Trapani, Favignana, Levanzo e Marettimo, senza dubbio conveniamo perchè sono indubbiamente tra i "pezzi" più belli che la nostra Sicilia può mettere in mostra senza tema di smentita. Ma al solito è proprio sulle cose più belle che il malaffare, di qualunque genere, è pronto a mettere le mani. E chiudere gli occhi o comportarsi come fa lo struzzo significa finire con il dare una mano ai peggiori delinquenti. A Favignana sta accadendo questo da qualche tempo. Dopo l'”epopea” finita malamente di quel sindaco che non potendosi ricandidare candidò alle ultime elezioni la moglie, adesso sembra che le cose si stanno a tornare mettere male per l'amministrazione favignanese. Nel senso che dinanzi all'esplodere di alcuni scandali si è creata quasi una fase attendista invece che scegliere quella interventista, per smarcarsi subito e schierarsi. Lo racconta un consigliere comunale, Michele Rallo: “In questo momento a Favignana - dice - non è facile prendere delle posizioni, uscire allo scoperto, tanto più se sei un consigliere comunale sulla bocca di tutti, oppure porti con te dei valori con le rispettive associazioni di cui sei un attivista”. Facciamo parlare Rallo non a caso. Giorni addietro il suo nome è finito stampato sulla lettera di dimissioni da consigliere firmata da Ippolita Sammartano. Lei, indagata per abusivismo e violazione delle normi ambientali, indagata in buona compagnia, quella dell’imprenditore edile Salvatore Di Girolamo, che nel 2008 finì arrestato e condannato nell’ambito delle indagini su appalti pilotati e mazzette, ha scritto le sue dimissioni prendendo di petto Michele Rallo, accusandolo di aver fatto la “spia”. Ippolita Sammartano e Salvatore Di Girolamo sono indagati per avere violato le norme di tutela ambientale per sistemare la spiaggia del villaggio turistico approdo di Ulisse, dove la Sammartano è direttore. Sembra essere questa la punta di un iceberg, di uno scandalo che potrebbe scuotere l’isola per via soprattutto del coinvolgimento dell’imprenditore Di Girolamo. Invece? Invece non accade nulla, o meglio qualcosa c’è stato. Da quel giorno in poi, dopo che il Consiglio comunale ha scelto la via del silenzio sulle dimissioni della Ippolito Sammartano, per le stradine dell’isola si è cominciato a sentir raccontare di tutto, ovviamente i più contro il consigliere Rallo. Poi profittando di una sua assenza prolungata dall’isola, la scena criminale è stata bella e descritta. “Michele Rallo è stato arrestato, è agli arresti domiciliari, ha fatto brutte cose quale dipendente di una banca”. Nelle stesse giornate qualcuno è andato a Punta Sottile dove in una villetta sequestrata Libera ha sistemato il proprio presidio di Favignana, Michele Rallo è un’attivista di Libera, ebbene ha preso una bandiera di Libera, l’ha spezzata e l’ha gettata su un braciere per fortuna spento. “La lettera con la quale la Sammartano si è dimessa da consigliere - evidenzia Rallo - è diventata nel giro di pochissimi giorni il segreto di pulcinella. Non si legge in consiglio comunale per una questione di delicatezza, ma tutto il paese ne ha una copia o ne conosce i contenuti. E l’accusato sono io”. Rallo ha deciso di querelare. “Si è scelto il silenzio su una vicenda grave per il coinvolgimento di un soggetto conosciuto da tutti a Favignana, è uno che si sa dare da fare, uno che acchiappa tutto quello che si può fare, costi quel che costi. Lavori privati ma anche lavori pubblici, c'è sempre la sua presenza che sovraintende, che opera facendo muovere una rete di interessi, anche in quei lavori dove il suo nome non figura”. Michele Rallo non molla e coglie al volo l’occasione per incoraggiare i suoi concittadini: “A Favignana si percepisce la presenza di una camera di compensazione nota a pochi soggetti ma questa indagine condotta dagli investigatori della sezione di pg della Forestale mi fa capire e ci fa capire che è arrivato anche il momento che le persone di buona volontà, le persone per bene non abbiano più paura o timore di affrontare questo status quo, possono uscire allo scoperto a testa alta, perchè ci sono altrettante persone di buona volontà, su tutta la magistratura, le forze dell'ordine, alcune parti delle istituzioni e la società civile che si stanno adoperando a fin che tutto questo venga a terminare”. Michele Rallo lancia le sue parole, mentre arriva l’ennesimo comunicato stampa del Comune, dove si pubblicizzano al solito tante belle cose, ma forse per il sindaco è arrivato il momento di dire la sua su quello che sta accadendo. Non è bello vedere l’impegno sociale contro i deturpatori dell’ambiente, i sostenitori della legalità, contro ogni forma di mafia, finire calpestato da bugie e… silenzi.

*Mascariare in siciliano significa "tingere con il carbone" nel senso di sporcare, imbrattare la reputazione di una persona.

mercoledì 1 luglio 2015

Farabutto fu lo zelo della Soprintendenza, via da Palazzo Reale le foto delle vittime di camorra

La Soprintendenza ha ordinato la rimozione delle foto delle vittime innocenti delle stragi e della camorra dalla facciata della Reggia alla scadenza dei termini dell’iniziativa, senza dare alcun preavviso né comunicazione.

                           Zelo farabutto o secondi fini?








"NONINVANO" è il titolo del progetto di sensibilizzazione sul tema delle vittime innocenti della criminalità promosso dalla Fondazione Polis della Regione Campania, da Libera e dal Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità.
106 foto di vittime per fare memoria dei 335 innocenti uccisi dalla violenza criminale in Campania, ma soprattutto per affermare attraverso i loro volti che queste stesse vittime non sono morte invano. Le immagini sono affisse nella città di Napoli all'esterno delle facciate del Palazzo della Regione Campania, in via Santa Lucia, via Raffaele De Cesare, via Generale Orsini e via Marino Turchi e all'esterno della facciata di Palazzo Reale in piazza del Plebiscito. 
«Riteniamo sinceramente incomprensibile l’operato della Sovrintendenza in merito alla rimozione delle foto delle nostre vittime da Palazzo Reale». Così il presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità Alfredo Avella commenta la disinstallazione della mostra #NONINVANO, promossa dalla Fondazione Polis insieme allo stesso Coordinamento e all’associazione Libera.
106 foto «Le 106 foto affisse sulla facciata di Palazzo Reale hanno rappresentato non solo un forte richiamo al senso della memoria degli innocenti uccisi dalla violenza criminale, ma soprattutto un monito per istituzioni e cittadini, spesso distratti, sull’importanza della legalità quale fattore prioritario di crescita del territorio», continua Avella.
Volti accartocciati a terra»
«Vedere i volti dei nostri cari accartocciati a terra come se si trattasse di banalissimi e insignificanti manifesti pubblicitari ci ha fatto male, molto male. In questo modo è stato calpestato non solo il loro ricordo e il senso profondo del loro sacrificio, ma anche l’impegno di noi familiari, che nonostante tutto continuiamo a credere nel riscatto del nostro territorio».
Singolare «intransigenza della Soprintendenza»
«Inopportuna e ingiusta ci appare l’intransigenza della Sovrintendenza, nonostante la tempestiva comunicazione. Ne censuriamo fortemente il gesto, al di la delle ragioni che hanno portato a tale scelta. L’atteggiamento offensivo e la scarsa sensibilità dimostrata non possono non lasciarci perplessi e basiti di fronte al forte degrado e all’abbandono in cui versa il patrimonio artistico napoletano», rammaricato aggiunge il presidente del coordinamento. «Adesso non è ‘vuota’ solo la facciata di Palazzo Reale, è certamente più ‘vuota’ tutta la città di Napoli, in modo particolare quella che lotta per la legalità e la giustizia», conclude Avella.

 «In realtà – spiega Paolo Siani, presidente di Polis – la Soprintendenza ci aveva detto che i pannelli sarebbero rimasti per circa due mesi. Ma non c'è mai stato nessun accordo scritto. Quello che ci addolora è che con quelle foto avevamo inaugurato un nuovo modo di fare impegno civile per risvegliare le coscienze e dire ai cittadini "questi sono volti di vittime da non dimenticare".
Ora dove le metteremo? Per adesso sono nei locali della nostra sede, ma non possiamo certo riporle in un cassetto». Tra i 106 volti delle vittime ve ne sono tanti che la maggior parte della gente comune ignora: Simonetta Lamberti, uccisa a Cava dei Tirreni nel 1982 a soli 10 anni da un commando killer che voleva ammazzare il padre, il giudice Alfonso Lamberti e che proprio ieri ha visto confermata la pena di 30 anni per uno dei sicari; Federica Taglialatela, 12 anni, di Ischia, una delle vittime della strage del Rapido 904; Daniele Del Core, 18 anni, ucciso nel 2006 per aver difeso un amico; Gianluca Cimminiello, tatuatore di 31 anni di Casavatore ammazzato per vendetta nel 2010; Gelsomina Verde, barbaramente trucidata nel 2004 durante la faida di Scampia; Matilde Sorrentino, 49 anni, assassinata sull'uscio di casa nel 2004 per aver difeso i bambini di una scuola (tra cui suo figlio) da una banda di pedofili a Torre Annunziata e tanti altri nomi che ancora attendono giustizia e verità.
Il progetto «Noninvano» ha, infatti, lo scopo di sensibilizzare sul tema promosso da Polis, Libera e Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e fare memoria di quei martiri le cui vite sono state interrotte dalla violenza criminale. Una campagna che esprime il senso della memoria e dell'impegno sociale che caratterizza i familiari delle vittime, quotidianamente attivi nel diffondere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, per testimoniare che i loro cari sono stati uccisi «noninvano». «Quei volti sono simbolo di vita, non di morte – dice Pasquale Scherillo, referente di Libera Sport e presidente dell'Associazione intitolata al fratello Dario, ucciso per errore nel 2004 a 26 anni a Casavatore – . Tutti sorridenti in queste foto, sono una cicatrice sanguinante della nostra città e Napoli non si deve vergognare di loro, ma si deve dare forza perchè da quei volti nascono realtà e lotte sane contro la camorra. È proprio la condivisione con gente estranea ai fatti, che non sa, che non conosce, che serve a far aprire gli occhi e a cercare di comprendere un mondo apparentemente lontano». Intanto l'appello di Siani è diretto: «Siamo in contatto con la Reggia di Caserta che dovrebbe esporre le foto su ponteggi liberi. Ma invito le istituzioni locali, in primis il Comune di Napoli, a farsi avanti per dare una casa a questa mostra». Un'idea? «Castel dell'Ovo o i porticati del Plebiscito. La gente ha risposto bene all'iniziativa, abbiamo anche raccolto in una serie di interviste». Un dubbio tuttavia si affaccia sullo sfratto del progetto «Noninvano»: che abbia dovuto far posto al concerto de Il Volo previsto per sabato 4 luglio?

In corrieredelmezzogiorno.it http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/15_luglio_01/vittime-innocenti-clan-familiari-dolorosa-offensiva-rimozione-nostri-cari-palazzo-reale-foto-d8c01e16-200d-11e5-9999-d324b7d1d245.shtml

 In Corriere del Mezzogiorno del 1 luglio 2015 pag 4 
In IlMattino.it
http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/napoli-mostra-plebiscito-clan/notizie/1440706.shtml